Il Flagello dell’umanità: la Peste No ratings yet.

Cenni Storici

La storia ci evidenzia come la peste sia stata un tassello, purtroppo, indimenticabile nella vita dell’uomo. Già dai tempi di Romolo, primo re di Roma, sino alla terza Pandemia del 1894 la peste ha causato morte e pestilenze nella vita sociale degli esseri umani. In un lasso di tempo che va dal 753 a.c. sino al XX sec. il globo è stato colpito in lungo ed in largo da questa malattia. L’Europa, l’Asia o l’Africa seppur in diversi periodi storici hanno dovuto soccombere, appunto, ad uno dei virus più catastrofici che i tempi possano ricordare.

Come viene trasmessa la peste?

Iniziamo col dire che la peste è una malattia infettiva, ha origini batteriche, e deriva dallo yersinia pestis un batterio patogeno per mammiferi. La peste è una malattia dei roditori, si può trasmettere da topo a topo, o da uomo a uomo, attraverso una pulce chiamata xenopsylla cheopis. Praticamente l’uomo può venire infettato tramite la puntura della pulce del ratto, o addirittura dal morso del muride stesso.

Quali sono i suoi effetti?

La sintomatologia da cui si può percepire che l’uomo sia stato colpito, la si può notare da febbre alta, vomito, nausea , debolezza e le zone dei linfonodi ascellari, ed inguinali, potrebbero gonfiarsi creando cosi dei bubboni.

La scienza ha diviso, però, la peste in tre tipologie:

  1. Peste Bubbonica
  2. Peste Polmonare
  3. Peste Setticemica

Se i campanelli d’allarme per la Peste Bubbonica sono quelli descritti sopra, per la Peste Polmonare i sintomi posso provenire da notevoli difficoltà respiratorie, tosse e disturbi neurologici. Senza dimenticare, inoltre, che essa può essere un secondo passaggio di quella Bubbonica.

Mentre l’infezione Setticemica   è scaturita da un contatto diretto di cibi, oggetti, mani contaminati con le mucose del naso o della gola.

Qual è il ruolo del Roditore nella Peste?

I Topi nella storia della Peste ricoprono un ruolo di Attori Protagonisti. Basti pensare ai primi decenni del 1300 quando in Occidente si scatenò la cosiddetta “Peste Nera”. L’origine di questa tremenda mannaia ha le sue basi in Asia dove la numerosa morte di roditori, a causa di scarso cibo ed un notevole cambiamento del clima, ha fatto si che anche l’uomo venisse punto dai bacilli della peste.

Il XIV secolo, ovvero in pieno medioevo, l’aggravamento delle condizioni igienico-sanitarie hanno attratto sempre di più i topi. Le malattie si sono propagate in tutta l’Asia e le efficienti comunicazioni navali, sono state un vettore fondamentale per arrivare sino ai confini europei.

La prima città che fu contaminata è stata Caffa, città colonizzata dai Greci nel VI secolo, in Ucraina. La cittadina, nel medioevo, era un ridente scalo verso l’oriente per le navi della Repubblica Genovese. Infatti, una volta entrati in città, i genovesi si trovarono dinanzi una città completamente appestata da cadaveri che venivano riversati in acqua. Questo non limitò l’emergenza di questa malattia, ma ne fece aumentare il contagio.

I genovesi, non immuni alla trasmissione, avendo rapporti commerciali con l’intero mediterraneo trasmisero questo agente infettivo. I continui scambi economici della Repubblica di Genova, elevarono il tasso di malattia partendo da Constantinopoli, sino ad arrivare a Messina. I decenni e successivi vennero contaminati anche i confini della Polonia e della Scandinavia.

Il ruolo dei Topi fu fondamentale perchè essi, oltre ad essere un vettore di veloce portata del batterio, trovarono il loro habitat nelle stive delle navi intaccando derrate alimentari, materiali e ungendo il vestiario e le pareti di esse.

Quali furono le conseguenze più gravi?

La cosidetta “Peste Nera” causò la morte di circa 20 milioni di persone in tutta L’Europa; in Italia la città più colpita fu Firenze che vedette morire la maggior parte dei suoi cittadini. Come detto in precedenza, la scarsa igiene, la non curanza della sepoltura dei cadaveri, portò il livello del contagio ad una percentuale altissima.

Un altro fattore da non sottovalutare fu lo svuotamento degli insediamenti agricoli dovuti, proprio, allo scoppio della peste. Gli abitanti delle zone di campagna si trasferirono nelle grandi città, per la carestia che dovettero affrontare, ma si portarono dietro i batteri e le patologie di contaminazione.

I roditori, fecero lo stesso percorso per cercare di alimentarsi e di sopravvivere, cambiando il loro status da “topolini di campagna” a Ratti Neri.

Come ha sconfitto l’uomo questa pestilenza?

Le condizioni igienico-sanitarie migliorate, insieme alle nuove attività socio-economiche, dall’avvento della Rivoluzione industriale (XVIII sec.) ha portato ad una netta diminuzione delle carestie e, di pari passo, ad una notevole riduzione della malattia.

In conclusione, quindi, possiamo affermare che la Peste non è altro che una malattia dei Topi, che ha incidentalmente colpito anche l’uomo.

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